Muraro G. (2003).

La gestione del servizio idrico integrato in Italia, tra vincoli europei e scelte nazionali, mercato concorrenza regole, n. 2/2003, pp.407-425.

 

Abstract:

La presente nota ha per oggetto la riforma del servizio idrico integrato introdotta dalla legge 36/94.Tale legge configura un servizio finanziato di norma dalla tariffa, esteso ad acquedotto, fognatura e depurazione ed esercitato su un ampio territorio – l’Ato, ambito territoriale ottimale, con il controllo dell’Autorità di ambito e la vigilanza da parte di un apposito Comitato nazionale. La nota descrive le motivazioni e il faticoso processo di avanzamento della riforma, che ha subìto anche il divieto posto dalla Commissione della Comunità Europea nei confronti dell’affidamento diretto a società a prevalente capitale pubblico locale. Illustra poi la successiva scelta italiana a favore dell’affidamento mediante gara, con peso prevalente dato alla tariffa più bassa, contrapponendo questa impostazione a quella che vedrebbe premiato il maggior introito per i Comuni. Ma simile scelta è posta in pericolo dall’art. 35 della legge 448/2001, che, mentre conferma il principio della gara, introduce un canone per l’affidamento che rischia di favorire la finanza comunale a scapito della tariffa. La nota mostra, sulla scorta di un’analisi svolta dal Comitato, come tale canone non trovi ragioni intrinseche alla problematica del servizio idrico, auspicandone l’eliminazione e/o almeno la riduzione a mero strumento di copertura dei costi di funzionamento dell’Autorità di ambito.