Volpe M., Rizzi D. (1993).

Esplorazioni con un modello multisettoriale dinamico con vincolo di capacità produttiva. Settori e regioni nell’economia italiana verso il 2000. Franco Angeli, pp. 47-67

 

Abstract:

Il passaggio da una società ed un’economia prevalentemente industriali ad una società e ad un’economia sempre più caratterizzate in senso post-industriale che l’Italia sta vivendo, va provocando profonde trasformazioni della base produttiva nazionale percepibili sia a livello settoriale sia a livello regionale.

I saggi raccolti in questo volume nascono tutti dall’esigenza di tentare di anticipare queste prevedibili trasformazioni settoriali e regionali dell’economia del nostro Paese a partire da una lettura dei suoi caratteri strutturali.

Il filo che collega i contributi qui raccolti è il comune riferimento metodologico all’analisi delle interdipendenze settoriali, o analisi input-output, visto, con il più recente Leontief, come «un approccio metodologico generale inteso a ridurre lo scarto continuamente crescente tra l’osservazione fattuale e il ragionamento teorico deduttivo che minaccia di compromettere l’integrità dell’economia come scienza empirica».

La novità sostanziale, almeno per quanto riguarda il panorama italiano degli studi in materia, è costituito dal superamento dei limiti delle analisi input-output statiche e poco più che biregionali, reso possibile dalla costruzione di una «matrice dei coefficienti di capitale per l’economia italiana 1980», e di una «matrice dei coefficienti di scambio multiregionale 1980 tra le economie di dieci macro-regioni italiane».

La matrice dei coefficienti di capitale ha consentito di avviare l’esplorazione dei sentieri di evoluzione della nostra economia nel lungo periodo in sé e nelle sue relazioni con il subsistema ambientale, di considerare esplicitamente la remunerazione del capitale nella determinazione dei prezzi di produzione e di studiare le relazioni tra mutamenti tecnologici e distribuzione del reddito. La «matrice dei coefficienti di scambio multiregionale» ha consentito di studiare l’interdipendenza fra le regioni che caratterizza oggi la nostra economia, di immaginare possibili evoluzioni di specializzazione e di interdipendenza regionali di qui al 2000 nell’ambito di uno serie di previsioni condizionali e, infine, di misurare possibili effetti che, sempre su specializzazione e interdipendenza, potrebbero derivare da programmi di investimento capaci di ridurre i costi di trasporto interregionale.